Turismo sessuale: italiani sul podio

Quando inizia l’estate, ciascuno di noi pensa a mete meravigliose in cui andare per staccare la spina ed eliminare lo stress accumulato durante l’anno. C'è chi pensa ad un bel posto di mare insieme agli amici, chi ad una vacanza in solitudine in montagna o chi parte con tutta la famiglia per scoprire nuove mete.

Esistono, però, anche realtà silenziose, che nessuno vede o pochi vogliono vedere.

C'è chi ha una concezione differente di turismo. Tutti noi abbiamo atteso la fine del periodo di chiusura per tornare finalmente a respirare un po’, ma c'è chi nel periodo di maggior turismo perde il respiro perché gli viene strappato da altre persone. Nel nostro Paese almeno 80 mila italiani hanno atteso la fine del lockdown e l’inizio dell’estate per riprendere i loro viscidi e spregevoli giri legati al turismo sessuale.

Che cos'è il turismo sessuale?

Il turismo sessuale è un fenomeno che consiste nell’organizzare e vivere un viaggio che ha come obiettivo la ricerca di prestazioni sessuali, spesso da parte di minori. Possiamo distinguere due tipologie di turismo sessuale: la categoria accettata dai paesi in cui la prostituzione è legalmente riconosciuta come attività professionale e il turismo sessuale praticato nei paesi in via di sviluppo, dove la prostituzione non è regolata e sfrutta i più deboli. Quindi, il turismo sessuale non può essere individuato solamente nel turista straniero che si dirige in posti meno sviluppati per concedersi un’esperienza sessuale differente, ma è un sistema illegale basato sullo sfruttamento e legato alla cosiddetta “merce rara”, tra cui bambini.

Oggi esistono addirittura agenzie di viaggio specializzate in cui è possibile scegliere il bambino e l’eventuale prestazione che si vuole ricevere tramite un catalogo. Esistono alcuni pacchetti comprensivi di vitto, alloggio, preservativi ed un certo numero di bambine. Ogni bambino ha un prezzo ben preciso e per le bambine vergini la tariffa è ancora più elevata. Che si tratti di bambina o ragazza, si parla di merce, si verifica la qualità dell’ “oggetto” e si valuta un prezzo.

Quali sono le mete più ricercate?

Le più ambite sono i paesi in via di sviluppo, luoghi contornati dal degrado in cui è più semplice usare come merce le persone in cambio di soldi. Negli ultimi anni si sono aggiunte nuove destinazioni, come i Paesi dell’Est Europa, ma le più gettonate rimangono la Thailandia, la Cambogia, il Brasile, la Colombia, la Repubblica Dominicana, le Filippine e l’Africa.

Uno dei paesi con il più alto numero di prostituzione minorile è la Thailandia, un luogo meraviglioso che nasconde tanto, come nascondono tanto tutte quelle bambine o ragazze obbligate dalle famiglie a trasferirsi dalle campagne alle grandi città come Bangkok per sfamare la famiglia. Queste ragazze sono chiamate in thailandese Phuoyng ha kin che significa “quelle che cercano da mangiare”.

Il fenomeno diffusissimo della prostituzione minorile forzata è nato durante la guerra del Vietnam, colpendo anche i Paesi vicini come la Thailandia, periodo nel quale le prestazioni sessuali servivano per confortare i soldati americani dopo la guerra, ma questa abitudine ha portato alla nascita di centri di prostituzione minorile.

Anche in Africa negli ultimi anni i numeri sono aumentati e alcune aree geografiche sono così tanto “famose” per la presenza dei nostri concittadini che il presidente di Mete Onlus afferma che in alcune strade dell’Africa vi sono dei cartelli che vietano di toccare i bambini, addirittura con la scritta in italiano.

Chi tutela e si occupa di questo fenomeno?

L’ ECPAT, inizialmente End Child Prostituition in Asian Tourism, ma cambiato in End Child Prostitution Pornography and Trafficking for Sexual Purposes in seguito al Congresso Mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini nel 1996 a Stoccolma, è la principale organizzazione che ha lo scopo di proteggere i minori dallo sfruttamento sessuale ed è presente in ben 102 paesi . Se inizialmente i turisti sessuali erano solamente uomini, negli ultimi anni anche le donne non mancano all’appello. Secondo l’ ECPAT sono per lo più uomini, precisamente per il 90% e donne per il 10%; purtroppo si tratta di un fenomeno in crescita e più si va avanti più si abbassa l’età media dei “turisti”.

Chi sono i turisti sessuali?

Per le donne è diversa questa assidua ricerca del sesso in un Paese straniero.

Il versante femminile del fenomeno è stato studiato da Deborah Pruitt e Suzanne Lafont che se ne sono occupate nel 1995 in una ricerca dal nome For Love and Money: Romance Tourism in Jamaica, circa la somiglianza tra i turisti del sesso della Repubblica Dominicana e il romanticismo dei turisti della Giamaica. In questo studio viene evidenziato come le donne non vadano esclusivamente alla ricerca di sesso, ma anche di esperienze differenti rispetto alla loro quotidianità, talvolta avventurandosi in una vera e propria ricerca dell’amore, al contrario dell’uomo che cerca soltanto prestazioni sessuali.

Tra i primi a descrivere la donna in cerca di avventure è stato il sociologo e antropologo Klaus de Albuquerque, che nel 1998 ha scritto il libro “In cerca del Big Bamboo” e secondo la sua opinione le turiste sessuali si dividono in “donne alla prima esperienza”, “donne situazionali”, ovvero le donne ben disposte a lasciarsi andare, le “veterane” ed infine le “reduci”, ossia coloro che hanno addirittura instaurato delle relazioni con la loro “merce”. Generalmente si tratta di donne occidentali, benestanti e che hanno circa 40/45 anni; la meta più ambita dalle donne è la Giamaica in cui vi sono i rent-a-rasta come affermano anche la Pruitt e Lafont.

Il profilo dell’uomo è diverso.

L’unica cosa che cercano i turisti maschi è il sesso: sono molto meno romantici e più materiali. La loro età varia dai 25 ai 40 anni, spesso non sono persone con disturbi mentali, solo al 5% di loro sono stati diagnosticate delle patologie psichiatriche e purtroppo questi “turisti” sono persone comuni come la brava gente in giacca e cravatta che vediamo in giro: sono imprenditori e professionisti, che magari dopo un viaggio simile tornano a casa dalla propria famiglia. Le stesse persone che una volta tornate accarezzano il volto dei propri figli e baciano le labbra delle loro mogli, dopo aver toccato con le stesse mani i fragili corpi delle baby-prostitute. Sì, perché le vittime sono bambine e bambini intorno ai 10 anni, ma a volte anche molto più piccoli: 8, 6, 3 anni.

Quali sono le cause e le conseguenze del turismo sessuale?

Le cause di questo fenomeno sono la povertà e la disparità sociale.

Le famiglie in preda alla disperazione vendono i propri figli per un po’ di soldi. Le conseguenze per queste vittime sono tante: spesso muoiono di AIDS o altre malattie veneree, a volte si suicidano, a volte sperano di riscattarsi con addosso i segni di questo orrore. Questi sono i bambini che non hanno un presente e non hanno un futuro perché è stata strappata via ogni piccola parte di loro.

Durante il Congresso contro lo sfruttamento sessuale minorile a Stoccolma sono state esaminate le cause che spingono il “turista” ad andare alla ricerca dei bambini. Le motivazioni sono tante, come l’innocenza, l’ingenuità, la fragilità di un bambino che fa sentire il “turista” superiore. Un minore così piccolo è debole e non può difendersi, può solamente accettare il suo triste destino. Ciò che alimenta questo orrore sono i grandi interessi economici: il fenomeno del turismo sessuale è considerato il terzo traffico illegale al mondo, dopo la droga e le armi.

Quanto si parla di turismo sessuale?

Purtroppo è un argomento che spesso viene celato o trattato solo da figure specializzate in materia. Ci sono però delle persone che hanno visto con i loro occhi e vissuto sulla loro pelle l’abominio del turismo sessuale e proprio per questo motivo hanno deciso di raccontarlo.

Tra loro c'è Ilaria Borrelli, regista, sceneggiatrice e attrice, che dopo un viaggio nel Sud Est asiatico ha deciso di sensibilizzare l’argomento raccontandolo in un film. Ilaria in “Talking to the Trees” denuncia il mercato dei minori, scrivendo la sceneggiatura dopo aver incontrato un po’ di persone impegnate nella lotta contro la pedofilia e dopo aver visto questa piaga distruggere la Cambogia.

Racconta le vicende con estrema delicatezza, lasciando implicite le immagini più toccanti, ma fornendo ugualmente informazioni ben precise per trasmettere ciò che si prova e per darci un’idea di questa triste realtà.

Nel cinema, l’argomento è stato trattato anche dal regista Rudi Lagemann che racconta del turismo sessuale in Brasile nel film “Anjos do sol”.

Si è parlato anche di turismo sessuale tutto in rosa nel film “Paradise: Love” in cui si parla di una cinquantenne austriaca che si dirige in Kenya dopo i suggerimenti delle clienti “fisse”, per cercare l’amore.

Come si può arginare questo traffico?

Servirebbero i tre strumenti principali che hanno i Paesi più sviluppati: la scuola, la sanità e l’economia. Ma soprattutto serve parlarne, perché non si può rimanere in silenzio davanti ad uno scempio simile. Non si può negare l’infanzia a bambini innocenti perché sono nati in un Paese povero, non si può strappare loro la dignità, spogliarli di ogni vestito e della loro anima. Non si può tacere quando una persona per sfogare le sue fantasie sessuali sceglie una persona più debole che non si può difendere.

Non è accettabile rimanere in silenzio.

Negli anni precedenti, gli italiani hanno scalato la disgustosa classifica dei Paesi più coinvolti nel fenomeno del turismo sessuale. In Italia è un reato e la legislazione italiana è stata una delle prime ad aver previsto questi reati anche all’estero, ciò significa che se un italiano pratica turismo sessuale fuori dall’Italia può essere indagato, però soltanto dopo essere stato denunciato dalle vittime. Purtroppo, però, senza nessuna denuncia, questo mercato non avrà mai una fine.

Chissà se alla fine dell’estate saremo ancora in cima a questa abominevole classifica.

Fonti:

  1. https://www.osservatoriodiritti.it/2018/03/27/turismo-sessuale-minorile-nel-mondo-italia-ecpat/

  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Turismo_sessuale

  3. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/20/turismo-sessuale-80mila-italiani-in-viaggio-per-adescare-minori-non-chiamateci-brava-gente/4567285/

  4. https://www.ecpat.it/

  5. https://www.psicolab.net/il-turismo-sessuale/

  6. https://www.corriereadriatico.it/attualita/turismo_sessuale_rosa_600_mila_donne_anno_cercano_amore_luoghi_esotici-3202076.html

  7. http://www.artspecialday.com/9art/2017/05/13/turismo-sessuale/

  8. https://www.gregoriosettimo.eu/userfiles/turismo(2).pdf

  9. https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/55/68352/ilaria-borrelli-un-film-contro-la-piaga-del-turismo-sessuale.aspx

  10. https://it.wikipedia.org/wiki/Paradise:_Love


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Francesca Motta
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Caporedattore

Francesca, o “Frap”, è l’autrice più prolifica della redazione, una lavoratrice instancabile. Studia Farmacia alla Sapienza, parla poco ma scrive tanto! Sappiamo tutti che nei lunghi silenzi alle riunioni di redazione escogita piani per torturarci e farcela pagare per tutto il tempo e la pazienza che le facciamo perdere.

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