Diderot in giro per il mondo: Nizza

Alla fine delle scuole superiori è tempo per tutti di decidere cosa si farà in futuro.

C’è chi sceglie di andare direttamente a lavorare, chi sceglie di fare l’università e chi sceglie di prendersi un po’ di tempo per riflettere.

Per i ragazzi che scelgono l’università, lo studio non finisce subito dopo l’esame di maturità, poiché molte facoltà prevedono un test di ammissione.

Purtroppo non tutti riescono ad accedere alle facoltà desiderate poiché i posti sono limitati e spesso in queste tipologie di test anche il caso e la fortuna giocano un grande ruolo. Può succedere che non si riesca a passare, ma davanti agli ostacoli non bisogna mai arrendersi; si deve accettare che qualcosa sia andato nel verso sbagliato e ripartire, trovando nuove strade o cambiando direzione.

Oggi, siamo con Sara, una ragazza che ha deciso di cambiare la sua vita per rincorrere il suo sogno perché qui in Italia non le è stato permesso di raggiungerlo, così ha scelto di volare all’estero.

Ciao Sara, ti va di parlarci un po’ di te?

Sono Sara, ho quasi 25 anni, sono nata a Roma e oggi vivo a Nizza, in Francia.

Mi sono trasferita all’età di 18 anni, poco dopo la maturità. Ho frequentato il liceo con indirizzo “Classico Internazionale francese”, Virgilio, a Roma, grazie al quale ho potuto acquisire il diploma di maturità italiano e francese (“Baccalauréat”), e quest’ultimo mi ha garantito l’accesso all’università in Francia.

Adesso abiti a Nizza, come mai hai scelto proprio questa città?

Il territorio francese al livello scolastico è diviso in “accademie” come ad esempio l’accademia di Nizza o l’accademia di Marsiglia. Tutte le persone che abitano a Nizza o nei dintorni fanno parte di quella accademia. Gli italiani con il diploma francese sono considerati come parte dell’accademia di Nizza.

Perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Molte persone mi chiedono perché ho lasciato l’Italia e sono venuta in Francia. Oggi, dopo sei anni, rispondo spesso “Non me lo ricordo più!".

Forse è stato un po’ per caso, ma il caso fa spesso le cose bene!

Una serie di motivi mi hanno spinta a lasciare Roma dopo il liceo: la selezione totalmente insensata e ingiusta del test di medicina in Italia, che ho provato nell’aprile del 2014 senza successo; la carta del diploma francese da poter giocare; il desiderio di libertà di una qualunque ragazza di 18 anni, la voglia di camminare con le mie gambe, di costruire una vita al di fuori di casa ; la separazione dei miei genitori nel 2013, motivo di cui allora non mi rendevo conto e che ho potuto elaborare solo a posteriori, ma che ha sicuramente avuto un impatto sulla mia partenza.

La tua famiglia è stata contenta della scelta presa?

Per la mia famiglia la mia partenza non è stata facile, specialmente per mia madre, con la quale ho un legame molto intenso, però tutti mi hanno sostenuta psicologicamente ed economicamente. Anzi, mi hanno sempre spinta a spiccare il volo!

E per questo non smetterò mai di ringraziarli.

Quali sono le prime difficoltà in cui sei inciampata? E quali sono le grandi differenze che hai notato immediatamente?

Non ho trovato grandi difficoltà perché la Francia e l’Italia non sono così distanti da un punto di visita culturale. I primi mesi sono stati difficili per la separazione dalla mia famiglia e perché dovevo ricominciare una nuova vita. La mia fortuna è stata quella di incontrare dei nuovi amici che, come dico sempre, si sono trovati nel posto giusto al momento giusto e da subito ho sentito queste persone come la mia nuova famiglia in Francia.

La prima volta che sono tornata a Roma, nel periodo natalizio, ero contenta di essere tornata a casa, ma sentivo la nostalgia e la voglia di ritornare a Nizza. Da quel momento ho capito quanto fosse forte questo sentimento di appartenenza al paese che mi aveva adottata e dentro di me sapevo che la mia casa era Nizza, non più Roma.

Bene, torniamo al test di medicina. In Francia il test di ammissione alla facoltà di medicina è diverso dal nostro. Che differenza c’è?

L’ammissione alla facoltà di medicina è molto diversa perché in Francia l’accesso al primo anno non prevede nessun test, ma la selezione avviene durante il primo anno di corso. Il concorso è diviso in due parti: una parte si svolge nel primo semestre, a Dicembre e l’altra parte nel secondo, a Maggio. Le domande del test sono tutte a risposta multipla e trattano gli argomenti del programma di studi del primo anno, non vi è nessuna domanda al di fuori di ciò che hanno spiegato i professori. Il programma comprende le materie scientifiche di base come matematica, biologia, chimica ma anche materie più specifiche come anatomia, fisiologia e farmacologia. Nonostante sembri più facile entrare rispetto all’Italia, il primo anno è molto difficile anche perché l’accesso al secondo è riservato solo al 10% degli studenti.

Come ti sei sentita quando sei arrivata a Nizza e ti è stata data la possibilità di provare a fare ciò che sognavi?

Ho provato una sensazione piacevole: quella di essere selezionata sulla base delle mie capacità e su materie strettamente collegate alla medicina dopo aver ricevuto gli strumenti necessari per prepararmi al meglio.

Hai passato subito il test di medicina francese?

Il primo anno non sono riuscita a passare il test, ma per fortuna in Francia c’è la possibilità di ripetere l’anno accademico una seconda volta. E finalmente, la volta successiva ce l’ho fatta! Quando ho ricevuto i risultati, ho provato tanta soddisfazione perché avevo giocato tutte le mie carte, avevo studiato per due anni, mi ero messa in gioco e grazie a tutto questo sono riuscita a intraprendere il percorso di studi che sognavo.

Com’è studiare medicina a Nizza? So che si fa molta più pratica, giusto?

Questo è un discorso valido per tutte le facoltà in Francia: si fa molta più pratica. Per quanto riguarda medicina, il percorso di studi dura sei anni e i primi tre anni sono solo teorici: lezioni, studio individuale a casa e qualche piccolo stage per avere un primo approccio. A partire dal quarto anno, il lavoro diventa sia pratico, infatti tutte le mattine andiamo in ospedale per lo stage, sia teorico durante il pomeriggio, in cui si seguono le lezioni e si fanno esercitazioni in aula. Questo tipo di approccio lo reputo ottimo, perché da un punto di vista pedagogico vedere le cose in pratica ti aiuta a fissare i concetti teorici e in più ti permette di vedere se il mestiere che hai scelto ti piace veramente ed è quello che vuoi fare. Il medico è a contatto con i pazienti, con le persone, con il personale, fa qualcosa che si impara soltanto con la pratica. Mi sembrerebbe assurdo adesso pensare ad un approccio solo teorico perché dai pazienti ho imparato tanto da un punto di vista clinico, umano e relazionale.

In cosa vorresti specializzarti?

Attualmente ho finito il quinto anno di medicina, tra poco inizierò il sesto in cui deciderò quale sarà la mia specializzazione. Io vorrei fare medicina generale, ne sono sempre più convinta. E’ una specialistica che dura tre anni in cui si svolgono degli stage in vari reparti molto diversi tra loro: pronto soccorso, pediatria, ginecologia. È proprio questa varietà del mestiere che ricerco e infatti questo è la prima motivazione che mi ha portato a questa scelta. Il secondo motivo è che grazie agli stage mi sono resa conto che il mio punto forte nella medicina è il rapporto con il paziente ed è anche l’aspetto che mi dà più soddisfazione, quindi ho bisogno di una specialistica in cui io possa avere tempo da dedicare ai pazienti: per parlare con loro e ascoltarli. Penso che sia importante per me perché mi fa bene, ma è anche utile da un punto di vista medico perché più si conosce il paziente e più si ha un quadro completo della situazione che aiuta a occuparsi meglio di lui.

Tralasciando l’università, quali sono i pregi e i difetti di questa città?

Nizza è una città piacevole, piccola, specialmente per una persona che è cresciuta a Roma. Vivere a Nizza è come un eterno week-end al mare, sembra di stare in un mondo che scorre più lentamente. Il pregio più grande è la sua luce: un sole che rende tutto più accentuato, illumina il mare facendo uscire il suo colore più bello o quando si passeggia nella città vecchia fa brillare ogni edificio e ogni angolo della città. Il difetto più grande di Nizza è che essendo una città turistica sembra fatta proprio per attrarre le persone e far vivere un po’ di spensieratezza a chi arriva. Ad oggi, dopo 7 anni, sento il bisogno di un luogo più stimolante da un punto di vista culturale, sociale, politico perché questi aspetti sono molto carenti a Nizza, perché tutta l’organizzazione della città ruota intorno al fatto che questa città debba essere carina all’apparenza, bella da vedere, ma poi in fondo non c’è molto.

Comunque, con questa domanda mi hai fatto riflettere, mi sono venute le lacrime agli occhi perché ho pensato:”Sono 7 anni che sto qui!” e per un attimo mi hai fatto rivedere la me che a 18 anni è arrivata qui conoscendo solo qualche parola di francese e adesso invece sono in riva al mare, con tante esperienze fatte e con la voglia di partire ancora, di conoscere nuovi luoghi, magari verso il nord della Francia.

Grazie Sara per la tua disponibilità, è stato un piacere chiacchierare con te. Un grande in bocca al lupo per il tuo futuro.


Diderot
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Francesca Motta
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Caporedattore

Francesca, o “Frap”, è l’autrice più prolifica della redazione, una lavoratrice instancabile. Studia Farmacia alla Sapienza, parla poco ma scrive tanto! Sappiamo tutti che nei lunghi silenzi alle riunioni di redazione escogita piani per torturarci e farcela pagare per tutto il tempo e la pazienza che le facciamo perdere.

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