Diderot in giro per il mondo: Berlino

La scelta di abbandonare l’Italia e partire verso altri paesi europei alla ricerca di nuove esperienze è sempre più diffusa tra i giovani. È sempre interessante capire le motivazioni che determinano una simile decisione: con Diderot oggi andiamo a Berlino per intervistare Martina, una ragazza di 30 anni che vive ormai da più di 6 anni nella capitale tedesca con la voglia di esprimere le forte differenziazioni sociali, soprattutto a livello di integrazione e libertà. Per quanto si senta parlare di Berlino come uno dei maggiori poli economici di tutta l’Europa, è una città che nasconde in sé la capacità di accogliere di varie etnie, caratteristica che la rende originale e molto stimolante soprattutto per i giovani.

Ciao Martina , grazie innanzitutto per la disponibilità, ci vuoi raccontare che cosa ti ha spinto a cambiare città e perché hai deciso di dirigerti proprio a Berlino?

** M**: Innanzitutto devo dire che spingermi a spostarmi in Germania non è stata tanto la voglia di cambiare città, ma sono partita per Berlino con il desiderio di cambiare Paese. Per quanto Roma sia caotica e problematica devo dire che ho sempre provato profondo affetto verso la mia città e il desiderio di spostarmi è derivato piuttosto dal senso di insofferenza che personalmente provavo in Italia. Ragioni prevalentemente personali che possono essere più o meno condivisibili.

Per citare gli aspetti relativi a Roma in particolare, sotto cui ho trovato forti differenze con il contesto berlinese, potrei nominare il conservatorismo dilagante, il forte peso delle tradizioni, i problemi sociali derivanti dal voler accogliere il carattere multiculturale della città, il razzismo e il machismo, che spesso sfociano in episodi di violenza fine a se stessa o anzi peggio, animata anche da pseudo idealismi di origine neofascista. Percepivo una crescente tensione sociale ed ero ormai sfiduciata dalla possibilità di trovare un senso di comunità in un simile contesto. Roma mi sembrava sempre più divisa e anche spostarsi al suo interno era sempre più difficile e costoso. Molte persone che conoscevo iniziavano ormai da anni a spostarsi in altre città e paesi…e chi lo faceva non ritornava il più delle volte.

In realtà la scelta di Berlino è capitata quasi per caso per una serie di circostanze, devo ammettere che avevo poche aspettative a riguardo. Io sognavo di viaggiare per l’America Latina figuriamoci. Invece ormai sono quasi sei anni che vivo a Berlino

Come valuti l’amministrazione della città? È vero che “funziona” meglio rispetto che a Roma?

M: C'è da dire che secondo il sistema di organizzazione dello Stato Tedesco, Berlino è una Città-Land, così come Brema e Amburgo,quindi ha un’organizzazione paragonabile a quella di una città-stato per così dire, da cui deriva un maggior grado di autonomia nella gestione dei fondi e nell’implementazione delle proprie politiche. Sicuramente agli occhi di una romana la città è organizzata meglio.

Per esempio dal punto di vista dei trasporti pubblici la differenza di base è che qui è stata sviluppata una rete cittadina, mentre a Roma no. Per quanto l’azienda di trasporti di Berlino sia anche aspramente criticata in Germania, l’offerta che presenta è assolutamente efficiente dal mio punto di vista. Allo stesso tempo i prezzi non sono certo contenuti (si parla di 2,90 euro come biglietto ordinario con validità di 120 minuti) ma sono disponibili possibilità di riduzioni e varie forme di abbonamento. In particolare mi ha stupito l’esistenza di un abbonamento mensile ridotto con validità dalle 10:00 di mattina in poi, concepito anche per evitare l’eccessivo sovraffollamento nelle metro la mattina presto. La rete metro copre quasi interamente il tessuto cittadino e bus sostitutivi e percorsi alternativi sono a disposizione ogni qualvolta ci siano lavori in corso o altri tipi di imprevisti. Il fine settimana, dal venerdì alla domenica, la metro è aperta 24 ore mentre durante la settimana bus notturni sostituiscono le corse dopo la sua chiusura. Le piste ciclabili vengono estese e rinnovate costantemente, e devo dire che le ragioni per salire in macchina sono veramente poche a Berlino.”

Come ti sei trovata a livello sociale? Hai qualche considerazione particolare da fare in merito al tessuto giovanile, confrontando gli ambienti che frequentavi a Roma con quelli che frequenti lì tutt’ora? Noti grossi differenze dovute alle abitudini sociali?

M: Mi sono spostata a Berlino all’età di 27 anni, per cui non ho cambiato interessi di alcun genere con l’emigrazione, per così dire, ma sicuramente in questa città ho trovato terreno fertile per approfondire i miei interessi e trovarne anche di altri. Berlino è una città composta per la maggior parte da migranti, provenienti sia dall’estero che da altre zone della Germania e questo per definizione la rende una città con un’alta percentuale di persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni, quindi giovane. Questo rende il tessuto sociale molto più dinamico, anche le politiche cittadine sono generalmente volte a tutelare gli interessi di questa fascia di popolazione. Dal mio punto di vista, sono rimasta stupita dal dinamismo culturale della città. Influenze provenienti da ogni parte del mondo si uniscono e si esprimono in una moltitudine di attività sociali. Serate di Cumbia in vecchi capannoni industriali, mercati Turchi dove trovare frutta e verdura conveniente, fiere di street Food Thailandese dove fermarsi a mangiare, concerti di ogni genere e party di musica elettronica uniscono persone di qualsiasi estrazione sociale e provenienza. La sensazione di poter essere liberi di esprimersi è palpabile, continuo a notare e ridere quando vedo per strada persone vestite con abiti assurdi o totalmente incoerenti con il clima e la temperatura del momento, che camminano tranquillamente tra la folla nella quasi totale indifferenza di chi li circonda. La libertà di espressione è ancora maggiore se si considera anche il modo in cui la questione di genere è stata affrontata e rifiutata. Berlino è una delle città in Europa che offre più spazi alla comunità LQGBT e si cerca di eliminare il più possibile le differenze di genere.

Credo che questo forte dinamismo culturale e l’integrazione tra forme espressive diverse trovi le sue origini nella stessa evoluzione storica della città, che fino a 20 anni fa era divisa al suo interno da una cinta muraria espressiva di una divisione non solo amministrativa, ma anche ideologica, culturale, politica ed economica. La reazione al crollo di una simile limitazione ha probabilmente condotto a quel desiderio di liberazione che ancora oggi condiziona e anima la vita sociale e culturale della città, che entusiasma soprattutto le persone provenienti da contesti culturali più tradizionalisti.”

Come è stato vissuto il periodo di pandemia? Sono state rispettate le normative anti-covid o ci sono stati momenti in cui la situazione è leggermente degenerata?

M: Per quanto riguarda l’emergenza Coronavirus, la situazione a Berlino e in Germania è stata diversa dall’Italia. Innanzitutto le zone più colpite e che quindi hanno subito un lockdown più severo sono stati Lander a sud del Paese, mentre da noi la situazione non è stata troppo grave. È stata introdotta una limitazione per quanto riguarda gli spostamenti ritenuti non essenziali, ma era possibile uscire anche per prendere una boccata d’aria senza bisogno di portare alcuna autocertificazione e di fatto la chiusura dei negozi è avvenuta solo per qualche settimana. La situazione è rimasta sotto controllo, ma al momento sono presenti ancora diverse limitazioni soprattutto per alcuni settori. In ogni caso tutti gli esercizi commerciali rispettano rigorosamente le regole e non ho mai notato eccessivo menefreghismo, anzi devo dire che si percepisce sempre un certo grado di autodisciplina. Sicuramente l’insofferenza verso la chiusura e la limitazione delle attività culturali, l’assenza di concerti e la chiusura dei locali è stata ed è forte, ma fortunatamente il fatto di poter stare ancora in giro per parchi a godersi le belle giornate ha aiutato i berlinesi a superare l’emergenza senza particolari momenti di crisi. Sarà “divertente” vedere cosa succederà andando incontro all’inverno, quando le ore di luce si ridurranno drasticamente e con il freddo sarà più complicato godersi quei luoghi di aggregazione rimasti, come i parchi o semplicemente le strade, che comunque a Berlino non si sono mai del tutto svuotate anche durante il lockdown.”

Martina è stato un piacere sentire le tue risposte più che esaustive, ancora grazie per la disponibilità! Grazie a voi, magari in un futuro potrò approfondire temi più particolare insieme a voi!


Diderot
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Dalla volontà di impegnarsi in qualcosa di utile che prende vita Diderot, sito divulgativo libero e indipendente, che nasce dal desiderio di proporre una modalità di informazione differente, basata su ricerca, esperienza e passione di giovani che scrivono per altri giovani, per rappresentare un’alternativa ad un ambiente saturo di notizie selezionate e ragionamenti vuoti.

Tommaso Mancini
Tommaso Mancini
Consigliere generale

Tommaso studia Fisica presso La Sapienza. È uno dei piu fantasiosi del gruppo, autore di gran parte degli articoli di scienze del sito. Non è molto attivo sui social, ma contribuisce silenziosamente alla causa.

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