Sesso: storia e attualità dell'arte più antica del mondo

Sul piacere sessuale sono stati spesi fiumi d’inchiostro: dagli antichi scritti sull’ars amatoria agli affreschi nei lupanari, dai riti orgiastici nell’antica Grecia al Kamasutra, dalle poesie erotiche di Neruda al The function of the orgasm del famoso psicoterapeuta William Reich. La nostra cultura è ricca di immagini, opere, poesie, sculture ed esempi che sottolineano la spiritualità e l’importanza che l’aspetto sessuale ha sempre avuto nelle nostre vite. Nonostante il lungo viaggio che l’erotismo ha percorso nella storia delle diverse culture, ancora non se ne parla liberamente.

Molto spesso il tema dell’educazione sessuale è accompagnato da smorfie di disapprovazione o da sentimenti di vergogna, come se non avessimo bisogno di indicazioni o consigli in merito a qualcosa di così naturale. Tanti ragazzi non hanno una conoscenza accurata riguardo il vastissimo mondo della sessualità e i corsi scolastici si focalizzano prevalentemente sugli aspetti negativi, senza dare spazio alla dimensione del piacere, perché tradizionalmente incentrati sui potenziali rischi della sessualità, come le gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmissibili. È chiaro che un tale focus negativo suscita spesso molte paure in bambini e ragazzi e, per di più, non risponde al loro bisogno di essere informati e di acquisire competenze.

Conoscere il proprio corpo è di fondamentale importanza non solo per raggiungere il piacere, ma anche per entrare in contatto con se stessi, accettarsi e scoprire con più consapevolezza il mondo della sessualità. Mentre nelle scuole il tema dell’educazione sessuale si esaurisce con un semplice invito ad usare il preservativo e il tema del sesso è totalmente bandito nell’ambiente familiare, i giovani trovano rifugio nell’unico strumento messo a loro disposizione: il porno.

Il mondo del porno

Nell’epoca del web 2.0 reperire materiali pornografici è sempre più facile e veloce; il sesso è ovunque e se ne parla sempre. Molte donne affermano di guardare siti porno non per provare piacere attraverso la masturbazione, bensì per “imparare” ad essere più seducenti, come se il porno fosse un “manuale di istruzioni” che prevede comportamenti e dinamiche schematiche. La verità è che il mondo del porno offre facilmente una visione distorta della sessualità, che prevede soprattutto l’oggettivizzazione del corpo femminile, deriva dall’influenza di una società sessista che incrementa ancora di più l’idea di una donna che non è padrona della propria sessualità. Specialmente nel panorama italiano, basti solo pensare alla programmazione serale di Rai e Mediaset dove spesso corpi longilinei, glabri e tonici fanno da cornice allo show televisivo, suggerendo un ideale di bellezza che ha molto poco a che fare con la realtà.

La visione della sessualità che il porno offre è di certo molto ambigua, essendo messe in scena situazioni in cui si descrive una donna sempre disponibile e un uomo sempre potente. È ormai noto a tutti che l’industria pornografica vende un prodotto rivolto soprattutto all’uomo e ai suoi desideri sessuali, per questo è comune che nella pornografia mainstream la donna venga spesso mostrata in particolari situazioni di sottomissione e obbedienza, non avendo alcun potere decisionale e partecipazione attiva. Per di più, non mancano di certo sequenze di abuso o di stupro, reali o meno, di cui sono pieni zeppi praticamente tutti i siti porno, in cui la donna finge persino di godere della violenza subita. Guardare queste scene in un periodo critico dello sviluppo, ad esempio l’inizio dell’adolescenza, potrebbe generare pensieri, aspettative e modelli relativi alla sessualità che non sono per nulla conformi a quello che in realtà è il sesso nella vita di tutti i giorni. Gli psicologi hanno riscontrato un rapporto tra l’esposizione a contenuti sessualmente espliciti e due precisi atteggiamenti sessisti: il desiderio di controllo nei confronti delle donne e la tendenza alla promiscuità sessuale.

In particolare, secondo alcuni studi condotti da un team di ricercatori dell’Università del Nebraska, appare chiaro che l’uso della pornografia influenza il rapporto con le donne e che l’età in cui gli uomini entrano in contatto con il materiale hard influenza lo sviluppo della sessualità e del legame con il sesso opposto. Il corpo femminile nella pornografia mainstream è condizionato da codici piuttosto precisi: generalmente giovane (fanno eccezione le MILF: Mother I’d Like to Fuck), pube completamente glabro (in cui alcuni studiosi hanno visto un richiamo al mondo infantile), assenza dei cosiddetti inestetismi della pelle come smagliature o cellulite. Ne consegue che un’immagine di donna così perfetta e seducente alimenti le insicurezze e la scarsa autostima nelle ragazze che per la prima volta si affacciano al mondo della sessualità. Non è sbagliato guardare porno, è sbagliato il modo di approcciarsi al porno quando esso diviene una guida per le prestazioni sessuali e metro di paragone per le proprie piccole imperfezioni; è solo finzione e così come gli attori recitano la loro parte in un film qualunque, anche i pornoattori hanno un copione nella costellazione dei film del cinema hard.

Se solo il mondo del porno presentasse delle figure più conformi ai nostri standard e introducesse dinamiche più vicine alla nostra quotidianità e soprattutto alla quotidianità della nostra sessualità, allora potremmo guardare a questo mondo con un occhio più fiducioso. Una valida opzione esiste e si parla infatti di Porno al femminile per indicare le diverse e numerose iniziative finalizzate a produrre una pornografia capace di prendere le distanze rispetto a quella maschile, fatta di donne sottomesse e scenari ripetitivi, in favore di un maggiore coinvolgimento emotivo e non solo. Il collettivo svedese di sole donne New Level of Pornography propone dei filmati in cui si illumina la donna come parte attiva del rapporto, che cerca consapevolmente il proprio piacere al contrario di quella presente nella pornografia classica, presentata come accessorio erotico alla mercé della mascolinità.

Importanti anche gli interventi di Erika Lust, celebre regista di porno al femminile nonché scrittrice di libri erotici, nei quali afferma che c’è bisogno di più donne nel porno non solo come attrici, ma soprattutto come registe e produttrici. Lust sostiene che il ruolo della donna è ormai cambiato in tutti gli ambiti, restando immutato solamente nel porno ed è quindi il momento di esortare le donne ad entrare in questo mondo e rivoluzionarlo dall’interno. È consigliabile fruire di questa versione sana del porno in cui non c'è spazio per la morbosità, ma per la varietà dei corpi e dei gusti sessuali, per il sesso sicuro (infatti si vedono gli attori indossare i profilattici), per una visione di cinema hard dove tutti i protagonisti sono esseri umani e non oggetti sessuali. (Vedi nota 3 a fine articolo)

Come conoscere il proprio corpo?

L’autoerotismo ci permette di capire cosa vogliamo e come lo vogliamo. La parola masturbazione non è ancora pienamente integrata nei discorsi femminili e come già accennato molte donne provano vergogna ad ammettere di farlo, tanto in pubblico quanto tra amiche. È importante però imparare (e insegnare) che non è nulla di sbagliato e che il bisogno e la curiosità di scoprire, esplorare e conoscere il proprio corpo è in tutti noi, qualsiasi sia il nostro genere. L’autoerotismo porta con sé molti benefici: aumenta l’autostima, riduce lo stress, favorisce un rapporto positivo e piacevole con il corpo e soprattutto ci permette di capire come raggiungere l’orgasmo. Il piacere garantisce il rilascio di ormoni come le endorfine, che sono benefiche per l’equilibrio mentale e fisico, regolando inoltre gli effetti del cortisolo, l’ormone dello stress. Entrare in contatto con il proprio corpo è importante ed è giusto ricordare che la sessualità femminile non è solo etero e chi decide di ricercare autonomamente il proprio piacere non è “sporco”.

Com’è possibile che in una società moderna come la nostra, che ci sommerge di immagini pornografiche proposte da Internet, non si riesca ancora a parlare di masturbazione femminile? È soprattutto grazie ai movimenti femministi del ‘68 che l’idea della liberazione sessuale delle donne è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo, un’idea che pone finalmente al centro la ricerca del piacere sessuale, tema che fino a quel momento era considerato riluttante e inappropriato. Per la prima volta si sentiva parlare pubblicamente di vulva, clitoride e orgasmo. Per la prima volta le donne potevano rivendicare il loro ruolo all’interno della società, dell’ambiente lavorativo e della relazione.

Ogni ragazza deve molto ai moti del ’68, perché è grazie a questi ultimi che oggi possiamo focalizzarci liberamente sul nostro piacere sessuale, possiamo gridare ad alta voce che anche noi pratichiamo autoerotismo, anche noi abbiamo fantasie sessuali, anche noi abbiamo un ruolo attivo nel rapporto sessuale. È solo in questo modo che si può realizzare una sessualità alla pari, in cui ognuno può dare e ricevere piacere, nell’ottica della reciprocità e della condivisione, parole che non siamo abituati a sentire, ma di cui avremmo fortemente bisogno per migliorare i nostri rapporti. Lo stesso Ovidio, nel suo famoso poema Ars amatoria parla di erotismo visto come arte, che oltre a configurarsi come modello di comportamento supporta l’idea che l’atto amoroso debba compiersi con la piena soddisfazione di entrambi i partner. Alla luce di tutti gli esempi di erotismo che abbiamo avuto nella storia e nella cultura, non bisogna avere alcuna vergogna a parlare di autoerotismo o di fantasie sessuali: non c’è niente di più spirituale che entrare in contatto con il proprio corpo, ascoltarlo, capirlo ed apprezzarlo in ogni sua sfumatura e particolarità.

L’orgasmo

La questione dell’orgasmo femminile è molto dibattuta. Gli studi scientifici sull’argomento hanno favorito la nascita di uno dei “falsi miti” più diffusi sul piacere femminile che distingue l’orgasmo vaginale da quello clitorideo e che, con il passare degli anni, ha provocato nelle donne sensazioni di inadeguatezza dovute alla presunta incapacità di raggiungere l’uno o l’altro orgasmo. Questo dibattito sembra superato dal momento in cui sia la vagina che il clitoride hanno un ruolo fondamentale nell’orgasmo femminile. Infatti il clitoride, che è ricco di terminazioni nervose, è il punto di partenza dell’orgasmo, che si produce poi nella vagina. Dunque un orgasmo clitorideo è sempre anche vaginale. Sfatato questo mito, il problema persiste: perché le donne hanno spesso difficoltà a raggiungere l’orgasmo? E’ opinione diffusa che sia dovuta prevalentemente alla scarsa conoscenza del proprio corpo e alla scarsa intimità instaurata con esso. Noi donne infatti nascondiamo molte cose e l’insoddisfazione sessuale è una di queste.

Come possiamo pretendere di raggiungere l’orgasmo se non abbiamo un certo feeling con il nostro partner? È necessario conoscere il nostro corpo e farlo conoscere attraverso il dialogo e lo scambio di opinioni con la persona che ci sta a fianco. Parlare di cosa ci piace di più, instaurare una giusta intimità senza alcun disagio: è questo che ci permette di vivere il sesso in maniera sana e libera da preconcetti. Il sesso dovrebbe essere un momento di divertimento e condivisione in cui il sentirsi pienamente appagati è fondamentale, perciò non bisogna più mentire per compiacere gli altri, ma è necessario ascoltare noi stesse, dare voce alle nostre esigenze e dare spazio alla nostra autostima. Quante donne si sono sentite insicure del loro corpo? Quante hanno pensato di non essere abbastanza seducenti? E quante ancora hanno preferito fare sesso al buio per il terrore che il loro corpo venisse giudicato? Troppe. Tutti gli stereotipi radicati all’interno della società si riversano anche nel sesso ed è in questo ambito che sentiamo una pressione sempre più forte che ci porta costantemente a controllare che tutto vada bene, che tutto sia in ordine, ponendo un ostacolo in più al raggiungimento del piacere.

Gli studiosi della Western University hanno cercato di capire attraverso varie ricerche quali sono i motivi che spingono le donne a fingere l’orgasmo: è risultato che le donne attribuiscono maggior valore all’orgasmo maschile che al proprio e che nel caso di un mancato orgasmo si sentirebbero giudicate dall’uomo. È evidente il bisogno di una cultura del piacere femminile che possa essere pubblicamente divulgata, perché per molto tempo l’orgasmo femminile è stato considerato come un qualcosa di puramente ornamentale, non alla pari dell’orgasmo maschile considerato invece fondamentale. La paura e l’insicurezza, che indubbiamente derivano dalle aspettative e dalle pressioni della società nei confronti della donna, ora più che mai devono essere scardinate per far sì che anche noi donne possiamo finalmente prendere le redini del sesso e goderci a pieno questa esperienza, non più come spettatrici ma come protagoniste. Basta finzione, basta compiacimenti e basta insicurezze! Liberiamoci di tutto ciò che ci appesantisce, pensieri superflui che non fanno altro che tenerci strette nelle nostre convinzioni ed isolarci. Il fascino erotico, come diceva lo scrittore Milan Kundera, si esprime più nella deformazione che nella regolarità, più nell’espressività che nella proporzione, più nell’originalità che nella bellezza fatta in serie.

Note:

  1. “Per molti anni non sono riuscita a raggiungere l’orgasmo. La prima volta che è successo mi sono sentita finalmente me stessa, completa, come se avessi riacquisito il mio potere e avessi incontrato quella parte di me che cercavo da tempo”. Queste sono le parole di una delle tante donne intervistate da Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa, nel libro Vengo prima io di cui consiglio vivamente la lettura. Roberta Rossi infatti dedica un vero e proprio manuale alle donne che desiderano iniziare a prendere maggior confidenza con se stesse e con la propria sessualità trattando temi come l’autoerotismo, l’orgasmo, i sex toys, la contraccezione e tanto altro.
  2. Altro spunto molto interessante per intraprendere un viaggio verso l’orgasmo è il podcast “VENGO ANCH’IO” della psicologa Leni che, con un tono molto ironico e professionale, parla dei tanti ostacoli che molto spesso ci bloccano nel raggiungimento del piacere:

(https://open.spotify.com/show/0qawUye1XSFPmIRY09LDpM?si=H2oBYp1xT0-urgVp2ejBWw).

  1. L’ex pornostar Jersey Jaxin: “Ragazzi che ti prendono a pugni in faccia. I liquidi corporei di tutti gli uomini lì presenti sulla tua faccia e negli occhi. Sei tutta dolorante. Le interiora potrebbero uscirti fuori. Non finisce mai. Le persone fanno uso di droghe perché non riescono ad affrontare il modo in cui vengono trattate”. https://www.collectiveshout.org/porn_stars_speak_out

Diderot
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Flaminia Di Paolo
Flaminia Di Paolo
Vice-caporedattore, Graphic designer

Brillante studentessa di Comunicazione Pubblica e di Impresa presso La Sapienza di Roma, “Flami” è il fiore all’occhiello della redazione. Le sue qualità sono pressoche illimitate e tra queste rientra quella di problem-solver. Gentile e creativa, è la disegnatrice di fiducia di Diderot.

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