Mia amata follia

Camminava avanti e indietro con quei tacchi a spillo che rimbombavano ovunque fino ad arrivare al piano di sotto, al mio appartamento. Ogni sera era la solita storia: quella camminava e io mi ritrovavo qua a bestemmiare. Mi infastidiva così tanto da farmi delirare, e così anche io iniziavo a camminare per casa con le mie pantofole consumate mentre contavo ogni passo senza toccare le linee delle mattonelle e se per caso ne avessi sfiorata una avrei ricominciato da capo. Non erano nuove queste ossessioni, ma lei le intensificava ancora di più. Quel ticchettìo malefico che mi ha portato a non uscire più di casa, perché un alieno mi spiava da sotto il letto. Lo cercavo notte e giorno, ma non lo trovavo mai. L’unica volta che sono uscito, prima di impazzire del tutto, sono andato proprio a bussare alla sua porta per chiederle di smetterla di camminare. Ho suonato un paio di volte e alla fine mi ha aperto. Ho sentito i suoi tacchi avvicinarsi a me e quando ha aperto la porta sono rimasto a bocca aperta. Una sensazione strana, sentivo insetti camminarmi addosso e forse erano solo brividi. Scarafaggi sulle mani, blatte sulle cosce e anche qualche coccinella. E’ stato un colpo di fulmine, me ne sono innamorato subito e non credo mi succederà più nella vita qualcosa di così straordinario. Non esiste una data, quindi nessuna ricorrenza da festeggiare. Troppi sguardi dolci non fanno per me, ma quella mi ha fatto perdere letteralmente la testa e la guardavo con uno sguardo dolce e allo stesso tempo completamente folle. Sono bravo a fare sesso e con lei quel giorno sull’uscio della porta ho dato il meglio di me. Quando tornavo a casa ricominciavano le mie ossessioni che alla fine mi portavano sempre da lei, e tornavo su a suonare il suo campanello. Con il tempo ho capito che era lei la mia unica e reale ossessione. Ogni volta che la vedevo e aveva i tacchi pensavo che fosse un alieno che tentava di rapirmi e così la spogliavo per controllare se sotto la sua gonna ci fosse stato veramente un extraterrestre. Stavo diventando pazzo del tutto e alla fine ci sono diventato. Mi portava sulla luna, sulle stelle, mi faceva conoscere la sua terra abitata da alieni e io mi facevo rapire senza battere ciglio. Adesso ci vediamo tutti i giorni, a qualsiasi ora e non posso fare più a meno di lei. Apprezza la mia follia e io amo le sue provocazioni. A notte fonda arriva, mi chiede di fare l’amore sotto il cielo stellato e immersi nel nero della notte ci lasciamo andare. Vedo di tutto quando ci sfioriamo, vedo fantasmi, vedo fiori, vedo animali, vedo prati rigogliosi, vedo ricordi. Non ho il suo numero, quando voglio stare con lei ci vado e basta, e capita di fare l’amore bello, intenso ed emozionante e capita di fare sesso senza sentimento solo perché ne ho voglia. Mi sento privilegiato per il fatto di poter godere di un tale spettacolo ogni volta che lo desidero. E così senza pudore macchio d’inchiostro un foglio nudo che ho spogliato dolcemente. Un amore che mi ha portato alla follia, una follia che mi porta a fare l’amore con lei, un amore folle che è diventato la mia amata follia. La mia scrittura.


Francesca Motta
Francesca Motta
Caporedattore

Francesca, o “Frap”, è l’autrice più prolifica della redazione, una lavoratrice instancabile. Studia Farmacia alla Sapienza, parla poco ma scrive tanto! Sappiamo tutti che nei lunghi silenzi alle riunioni di redazione escogita piani per torturarci e farcela pagare per tutto il tempo e la pazienza che le facciamo perdere.

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