Lettera alla nitidezza

Ho l’impressione di vederci troppo bene. Mi sono fatto controllare e no, non ho nessuna patologia. Credo sinceramente che anche le mie orecchie sentano troppo bene. È una sensazione strana perché quel ‘troppo’ pare frutto di una nuova percezione dell’errore. Ora che ci rifletto bene gli oggetti che mi circondano affondano sul tavolo dove scrivo e trascrivo le mie giornate. Tanti buchi neri dove immergo le mie mani e le mie orecchie. Proprio il telefono che mi sta di fronte me lo verso direttamente negli occhi e allo specchio assomiglio più ad un alieno. Mi sono sempre chiesto fino a che livello penetri l’inchiostro di un tatuaggio. Fin dove la pelle si lascia permeare dal colore? Ho paura di trovare la risposta. Così se mi tuffo di nuovo in questa piscina ad 8K e suoni cristallini non trovo più naturalezza nei movimenti. Niente contrasta le mie bracciate; potrei disegnare traiettorie perfette senza incontrare la minima difficoltà. In questa maledetta vasca potrei nuotare come un campione olimpico senza aver mai disputato una gara e averne sentito la pressione. Ora che ci rifletto meglio la mancanza di resistenza mi fa male perché a niente mi servono le gambe o le braccia per andare avanti; essere un morto a galla mi porterebbe comunque dall’altra parte. Basta, esco. Mi sono stufato. Ad essere sincero non so spiegarmi se il desiderio di cercare il mare, le onde e le difficoltà che ne derivino sia dovuto alla visione sgranata di una donna a bordo piscina. Sarebbe folle uscire da questa calma perfetta per uno sguardo strabuzzato in un oceano di ricordi ad alta definizione. Eppure lo faccio e mi convinco ad andare verso il mare. Non credo di aver conosciuto mai un luogo così inospitale e repulsivo. Io lo volevo nella mia mente, lo giuro, ma evidentemente non ero ben accetto. Non parlavo più la sua lingua. Onda su onda vengo spazzato via sulla riva fatta di sassi che gratta la mia pelle e scrosta il colore. Sanguino finalmente. Vedo la mia carne nuda dietro la corazza. Nel mio cuore ringrazio quella donna in bianco e nero, spoglia di tutte le nefandezze. È nel suo ricordo immortale che nuoto felice in questo mare tormentato.


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