Equilibrio

È abituata a litigare continuamente con lui, si tormentano a vicenda e le mani volano da una parte all’altra. Nessuno dei due è innocente. Lei, fragile e di piombo contemporaneamente. Lui, di piombo e fragile contemporaneamente. I loro caratteri sono talmente affini che non si sopportano tra loro, l’uno vuole sempre prevalere sull’altra. Competono notte e giorno in una gara senza vincitori, insignificante, inesistente. Lui ha un aspetto da duro, i suoi muscoli lo rendono sicuro di sé, la sua struttura imponente e dettagliata lo rende invincibile. Eppure cade anche lui e basta poco per farlo diventare piccolo come un mucchietto di ossa accantonate in un angolo. Il suo bell’aspetto cambia ogni secondo che passa, una metamorfosi continua, e addosso gli rimane, alla vista di tutti, ogni urto subìto. Sembra determinato, ma a volte si blocca e non sa più cosa fare. Una macchina con un bisogno giornaliero di carburante, un’automobile che non funziona sempre e capita che, nonostante abbia fatto il pieno, la benzina non arrivi al motore, e così si ferma a metà strada lasciandosi andare. Lei ha un aspetto innocuo, è affascinante e a volte la sua bellezza inganna, perché con il tempo potrebbe diventare crudele e spietata. Tutti le fanno del male, perché ha la capacità di celare bene ogni cosa, soprattutto il dolore. Lo ripone in fondo, sotto a tutti quegli strati leggeri e soavi della sua bellezza, dove nessuno potrà mai guardare. E’ leggera, basta un soffio per spostarla, eppure dentro porta i pesi più grandi. Non smette mai di esistere, anche quando si lascia andare non lo fa mai del tutto. C'è sempre una piccola parte di lei pronta a stringere i denti, ma quando è felice è ancora più bella. Si fa cullare da qualsiasi melodia, sorride saltellando da una nota all’altra spargendo amore, perché la sua vera natura è buona e innocente. Poi però, quando loro sono insieme diventano ciò che non sono. Protagonisti di due storie intrecciate tra loro senza capo né coda, senza via d’uscita. Una lotta continua tra urla e botte. Lei dice che lui non la protegge e che la lascia da sola mentre il mondo intero la insulta urlandole in faccia che non vale niente. Lui le risponde che tutti lo accusano di non essere mai abbastanza e che lei non fa nulla per infondergli più sicurezza e autostima. Lei allora sferra il primo colpo provocandogli un ematoma, lui la colpisce più forte e lei si chiude piano piano come un riccio. Una lotta all’ultimo sangue, tra ricordi, rimorsi, insulti, fin quando giunti alla fine si distendono esanimi sulla spiaggia mano nella mano. Non si erano mai accorti prima di quanto il cielo potesse regalargli. Eppure hanno trovato ciò che tanto cercavano.

A piedi nudi sulla sabbia con il vento in faccia, il respiro che si accorcia e la notte che cala dolcemente. Sabbia bagnata che accarezza i piedi freddi, passi che lasciano orme colme di vissuti incancellabili. Poesia scritta tra il mare e il cielo, in quello spazio infinito a cui nessuno può arrivare. Ed è proprio quando si trovano davanti ad un tale splendore che spengono i loro pensieri lasciando brillare solo le stelle. Anima e corpo trovano equilibrio, come linea sottile e immaginaria tra mare e cielo. L’orizzonte interiore tra anima e corpo che trovano pace.


Francesca Motta
Francesca Motta
Caporedattore

Francesca, o “Frap”, è l’autrice più prolifica della redazione, una lavoratrice instancabile. Studia Farmacia alla Sapienza, parla poco ma scrive tanto! Sappiamo tutti che nei lunghi silenzi alle riunioni di redazione escogita piani per torturarci e farcela pagare per tutto il tempo e la pazienza che le facciamo perdere.

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