Bile

La gente mi fa vomitare. Ho dovuto attendere 94 anni per arrivare ad una delle scoperte più eclatanti della mia vita, ossia che le persone fanno schifo. D’altronde gli altri mi hanno sempre fatto pena: è da quando ho messo la testa fuori dalle gambe di mia madre che ho percepito una sensazione di ribrezzo incontenibile, un conato orrendo. E ancora oggi, con tutto il catetere e le flebo, appena vedo qualcuno vengo piegato da un conato, sento che se non sbratto esplodo. Ieri ci è mancato poco che l’infermiera mi facesse prendere un colpo: se ne stava lì a cincischiare con una sacca piena di siringhe e non capiva che stavo per ridurla in poltiglia. La avrei ridotta in un pugno di molecole rancide se non fosse uscita alla fine.

Dopo quasi un secolo ho capito che il mondo non è una merda e il vero problema sono le persone che lo popolano. Perché avevo sempre creduto che il motivo per cui mi orripilavano gli esseri umani fosse che un po’ l’intero universo fosse una minestra uscita male e invece è il caso di dire che sia proprio un problema intrinseco della specie. Le persone sono orrende per una causa evolutiva, quando io sono stato convinto per anni che fosse soltanto un’attitudine, una conseguenza dell’ambiente in cui aveva preso vita l’essere uomo. Col cazzo che spreco un centesimo delle mie pallide energie per un individuo diverso da me. L’ultima volta che sono stato gentile con qualcuno sono finito in una buca di merda circondato da morti e cannoni. Avevo 19 anni e qualche pezzo di encefalo ancora mancante, perché ho preso e sono partito per la guerra senza chiedermi troppi perché, giusto per donare il mio valore e una rischio considerevole della mia vita al popolo. Ho difeso il mio paese uccidendo in tutto 4 uomini e a uno di questi gli ho aperto la pancia come se fosse un maiale schifoso. Ovviamente anch’io faccio schifo, sono un uomo anch’io. E sempre per onore e valore e senso della patria un tedesco ha piantato 58 colpi nella faccia del mio compagno di viaggio. Non era mio amico, non penso che abbia davvero avuto amici, era uno stronzo che rubava le sigarette ai soldati addormentati, ma era l’unica faccia nota che avessi guardato in 7 mesi di trincea. Poi è arrivato uno e lo ha sfigurato con la mitragliatrice e il bello è che lo aveva ucciso già al primo colpo, ma poi ha deciso di mandargliene altri 57 nel cranio. E poi l’ho aperto da giù a su.

Questo mondo è una gara al peggior bastardo, oh sì. Ormai non ho niente che non possa dire tranquillamente, sono talmente pieno di antidolorifici e aghi e cerotti che sinceramente mi sento libero di pensare quello che voglio e intendo una libertà spensierata, niente che debba celare a me stesso per paura di comportarmi come una merda. Niente mi ha mai fatto cambiare drasticamente idea. A 29 anni ho iniziato a lavorare come impiegato sottopagato e sfruttato da un padrone bugiardo e infedele, quando poi ho scoperto che picchiava la moglie la sera per sport l’ho sistemato. L’ho preso per bene e l’ho legato ad una sedia puntandogli una motosega, quelle piccole per i lavori nel giardino, alla gola e si è pisciato sotto dalla paura. Gli ho detto che era una merda e lui ripeteva dopo di me che lo era, era proprio una merda schifosa che l’universo aveva espulso dall’ultimo buco del culo di una galassia piena di stronzi, ma era anche un gran bugiardo e ha pestato la moglie con un ferro. Allora l’ho ucciso. L’ho tenuto in casa un paio di giorni e gli ho tagliato un pezzo per volta e poi ho nascosto tutto in giardino. La moglie è diventata la direttrice della ditta e poi ha iniziato a fare la stronza, a licenziare le dipendenti incinte e a picchiare la figlia, a evadere e allora ho avuto una prima avvisaglia dai poteri superiori che forse fosse una merda come l’altro e che forse chiunque avesse preso il suo posto sarebbe stato uguale a lei. L’ho accoppata e l’ho messa assieme al marito. Poi qualcuno deve aver sentito l’odore, è arrivata la polizia e solite cose e alla fine eccomi disteso sul letto di ospedale.

Ho fatto tappa in carcere prima di soggiornare in oncologia, mi hanno accoltellato con un cacciavite intriso di sangue.

Ho contratto l’epatite C e mi è venuto un carcinoma delle dimensioni di un’arancia, inguardabile, non operabile, intoccabile.

Adesso per più di metà giornata fisso un muro bianco pallido ed il resto del tempo mi concentro per evitare gli ultimi conati della mia vita del cazzo.

Che poi abbiamo tutti una vita del cazzo, chi non lo ammette sta semplicemente nascondendo a se stesso una delle più crude verità della sua esistenza. Per quanto una persona si impegni e lotti, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ogni suo sforzo verrà sempre annullato da qualche maledetto più maledetto degli altri e tutto il tempo che ha impiegato per rendere questo mondo un posto migliore verrà buttato al cesso.

Giuro che ho provato a cambiare le cose ma nonostante abbia detestato la cattiveria, la crudeltà, la stronzaggine della gente, non sono riuscito a fare qualcosa di utile. Ne ho fatti fuori alcuni, ma troppa merda se la gode di fuori, libera di annullare altre persone. Non è vero che le cose possono essere cambiate, il realismo non esiste: non si tratta di attenersi alla realtà del mondo come la vedi. Le cose peggiorano e andranno sempre più aggravandosi perché è così e basta, perché le persone sono cattive e non hanno pietà per nessuno.

Non ci sarà nessun rinsavimento e nessuna marcia indietro, il genere umano è mangiato dalle stronzate più sporche e grette che esistano. Non c’è speranza e a me basterebbe strappare un sorriso, un abbraccio, sapere che qualcuno ancora ci prova, ma niente. Penso di non aver mai incontrato una persona che ce l’ha fatta, che è riuscita a vincere una battaglia o a cambiare in meglio il mondo, inteso come somma di individui. Ne ho sentite di storie, alcune affascinanti devo dire ma credetemi, sono cazzate, non sono fatti veri perché nessuno è disposto a rinunciare a se stesso.

Si tratta di sopravvivenza, ma dovreste saperlo.

Ecco un conato, stavolta più forte rispetto al solito. “Dottore..s.sa” riesco a balbettare con difficoltà. Faccio un ultimo sforzo. “Mi… sto… stroz..z.an…do con la m…ia BILE”.

Forse anch’io sono come loro.

Fanculo.


Lorenzo Feltoni Gurini
Lorenzo Feltoni Gurini
Vice-presidente

Studente di Biotecnologie presso La Sapienza di Roma, ha da subito sostenuto con entusiasmo il progetto di Diderot. Un gran vice-presidente, trascorre le pause dallo studio arrabbiandosi con il resto della redazione.

Diego Landini
Diego Landini
Presidente

Studia Ingegneria Informatica a Roma Tre ed è l’ideatore di Diderot. Il suo gusto per la perfezione e la sua leadership lo rendono l’elemento chiave della catena di montaggio; niente va in porto senza il suo permesso. Non si sa bene cosa combini nel tempo libero, ma a fine giornata se ne esce sempre con qualcosa di geniale.

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